La pecora. Morte, vita, cinema

La pecora. Un film, un sogno, un messaggio. Raganella Production ci racconta una nuova sfida per il cinema “non” omologato e militante

Intervista a cura di Sarah Panatta

 

Il coraggio di una coppia di moderni super eroi. Artisti, autori, produttori. Una fusion di mondi e culture “diversi” che si sono trovati a percorrere con coraggio e scelte mai facili una strada non asfaltata e ricca di insidie, botole, creature feroci, nemici infidi e politicamente scorretti: il cinema indipendente, o meglio, libero. E lo fanno con una grinta indefessa, da anni. Una giovane coppia e il nuovo sogno. Realizzare un film cortometraggio che racconti con innovazione, sensibilità acuta e dolcezza dura, quella della vita reale, la verità della morte. E lo faccia parlando in primis ai bambini.

Ci racconta questa nuova avventura, un progetto giusto e necessario, quindi da sostenere, Nour Gharbi, autore e regista, cofondatore con Alessandra Ruggieri, producer, di Raganella Productions. Missione possibile: concludere positivamente il crowdfunding che scade il 15 aprile e portare alla luce questa fiaba toccante di morte e vita.

https://www.produzionidalbasso.com/project/la-pecora-cortometraggio/

 

La pecora - cortometraggio

 

 

La vita e la morte, compagne inseparabili, capi e insieme trama di quel filo sottile che senza soluzione di continuità avvolge l’esistenza, le sue verità, i suoi misteri. Con il cortometraggio La Pecora (progetto vincitore del Premio “Immaginari della Migrazione Globale” promosso dal Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre in collaborazione con la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico) date spazio a diverse importanti tematiche, sociali, psicologiche, umane. Ce le volete spiegare?



L’idea de “La pecora” nasce da un particolare episodio della mia infanzia, quando i miei genitori che sono musulmani portarono una pecora a casa con lo scopo di ucciderla per la cosiddetta “Festa del Sacrificio”. Ricordo di essere stato molto colpito quando la macellarono. Fu il mio primo rapporto diretto con la morte e fu anche il momento in cui capii che per diventare cibo un animale doveva prima essere abbattuto. Con “La pecora” ho provato ad avvicinarmi alla questione del lutto infantile attraverso gli occhi di Amira, una bimba di 5 anni che scopre, grazie al suo rapporto con una pecora, delle verità fondamentali sulla vita e sulla morte. 



Avete attivato una campagna di crowdfunding per realizzare il film e al contempo aiutare delle realtà che si occupano di salvaguardare la vita e i diritti degli animali. Si tratta di un invito alla consapevolezza e anche alla solidarietà oltre che alla condivisione di un progetto cinematografico. Perché contribuire ad un progetto simile e come farlo? 

 

Il contributo del pubblico è fondamentale per due motivi. Essendo “La pecora” un cortometraggio di basso budget, un suo sostegno, anche piccolo, tramite la piattaforma di crowdfunding italiana “Produzioni dal basso” al link https://www.produzionidalbasso.com/project/la-pecora-cortometraggio/, ci aiuterebbe a completare il nostro piano finanziario realizzando così il corto che auspichiamo, ma ci permetterebbe anche di coinvolgerlo in maniera diretta nella realizzazione di un’opera il cui scopo è di sensibilizzare su una tematica ancora inedita nel panorama cinematografico italiano, ovvero il rapporto tra bambino e animale durante le macellazioni fai-da-te. Tantissimi di noi da bambini hanno vissuto in prima persona la tragedia di vedere l’animale cui si erano affezionati venire ucciso, molte volte anche davanti ai propri occhi. Crediamo che il crowdfunding sia il modo migliore per coinvolgere il massimo di persone nella diffusione di questa importante tematica.

 

La vostra produzione, la Raganella Production ha in sé come mission parte degli scopi insiti nel progetto LA PECORA, o meglio, analizzare e raccontare la realtà attraverso lo sguardo “diverso” e nuovo delle generazioni che vivono il futuro e vogliono dargli forma, sperimentando con e oltre le forme del cinema. Il cinema come campo di espressione, innovazione, educazione e?



Abbiamo avviato La Raganella Production con lo scopo di portare alla ribalta una generazione di registi che rifiutano l’omologazione e il conformismo attraverso opere ispirate a storie locali di rilevanza sociale capaci spingere oltre il linguaggio cinematografico. Fondamentalmente ci interessa raccontare storie diverse in modo diverso, che riescano a sfidare le convenzioni offrendo qualcosa di nuovo allo spettatore. Per noi il vero cinema genera controversia e così stiamo cercando di fare, non è facile, ma ci proviamo! 



Il vostro appello alle nuove generazioni ma anche alla società odierna perché collaborino a dare nuovo slancio al cinema ma anche curarsi della cultura, attualmente ai margini dell’opinione pubblica oltre che dell’azione politica più ampia…

 

Nour: siamo anche noi produttori emergenti quindi non ci sentiamo di dare consigli. L’unica cosa che possiamo dire è che il cinema italiano ha un gran bisogno di rinnovo. Apprezziamo molto la nuova generazione di registi americani che cercano di fare un cinema differente. Robert Eggers (The Lighthouse), Ari Aster (Midsommar), S. Craig Zahler (Bone Tomahawk), Trey Edward Shults (Waves), i fratelli Safdie (Uncut gem), sono tutti giovani registi molto promettenti che hanno il bisogno di fare un altro tipo di cinema e saranno probabilmente loro i grandi registi di domani. Sarebbe bello avere questo anche in Italia.

 

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